Una fila di auto da Milano a Parma

6 luglio 2017 - di Twig

Stando all’ultimo censimento riguardante le auto pubbliche, terminato nel mese di febbraio 2017, il numero di veicoli in dotazione alla Pubblica Amministrazione (comprese le auto blu)  è di 29.682 mezzi: una fila di auto di circa 130 km, come da Milano a Parma.

La rilevazione del Dipartimento della Funzione Pubblica ha permesso di far emergere in un anno 8.791 unità. Questo aumento è dovuto presumibilmente all’aumento della copertura del Censimento: la percentuale complessiva di risposta a questa edizione è stata infatti del 59,2% (6.250 amministrazioni), con un incremento di oltre il 15% rispetto all’anno precedente.

Ma qual è l’entità complessiva del fenomeno? Difficile dare una risposta univoca perché l’eterogeneità dei dati mancanti sembra essere alta. Nonostante questo possiamo affermare con certezza che il dato complessivo delle auto di servizio (con o senza autista) è sicuramente superiore ai 20mila annunciati l’anno scorso dal Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Una stima molto cautelativa ci spinge a immaginare che siamo oltre i 40mila mezzi, quindi almeno 10mila mezzi in più rispetto a quanto rilevato quest’anno.

L’analisi dei dati puntuali ha permesso di far emergere casi eclatanti come quello delle auto con autista delle amministrazioni regionali di Sicilia (73) Campania (64) e Calabria (59). A livello comunale l’eterogeneità è molto alta e dipende anche dal numero di abitanti, ma è il Comune di Oristano che ha il primato fra i capoluoghi per densità di auto: 63 ogni 100mila abitanti. Fra i comuni non capoluogo il record di auto spetta a Roseto degli Abruzzi (54 auto), Monopoli (51) e Bagheria (51). Colpisce anche il Comune di Roccasecca Dei Volsci (LT), 1.146 abitanti e 10 auto con autista a disposizione dell’Amministrazione, o Pietracamela (TE) con 271 abitanti e 4 auto a disposizione (di cui 3 con autista).

Abbiamo elaborato per il quotidiano La Repubblica una mappa interattiva che permette di navigare i dati comune per comune (oltre a quelli delle Amministrazioni Regionali e Provinciali).

Di seguito l’articolo pubblicato su La Repubblica.

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