Referendum costituzionale: monitoraggio #4

17 novembre 2016 - di Twig

Twig sta continuando a monitorare i tweet contenenti gli hashtag ufficiali #bastaunsi e #iovotono delle campagne a favore e contro il Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre.

L’ultima analisi dei dati conferma le tendenze rilevate nelle settimane scorse: il fronte del No mantiene un forte vantaggio, ma il Sì sta recuperando consensi.

La quota di utenti favorevoli alla riforma è infatti cresciuta negli ultimi 10 giorni di oltre un punto (+1,3%), raggiungendo il 38,1%. Di contro, perde terreno il fronte del NO che si attesta al 61,9%, mantenendo comunque un forte vantaggio (vedi grafico 1).

Grafico 1: Andamento percentuale di #bastaunsi e #iovotono.

Come finirà il referendum? I maggiori istituti hanno pubblicato sondaggi che danno per scontata la vittoria del NO. Anche la nostra analisi di Twitter, pur non fornendo una stima di voto, va in quella direzione e registra comunque segni di risveglio del SI.

Esito scontato quindi? Non proprio. Le elezioni americane sono troppo vicine per non sentire squillare un campanello d’allarme sul voto silente. Nel clima di estrema polarizzazione che caratterizza questa campagna referendaria gli elettori che potrebbero avere remore a manifestare pubblicamente il loro voto sono quelli del fronte del Si. Se questa ipotesi fosse confermata, potremmo pensare che le diverse stime di voto stanno sottostimando il campo dei favorevoli alla riforma. E’ solo un’ipotesi che potrà essere confermata solo con un’attenta analisi del voto.

Nel frattempo possiamo però rilevare che basso livello di interesse intorno al voto favorisce un clima di incertezza.

Se su Twitter la mobilitazione è decisamente in aumento come testimoniano i volumi di tweet analizzati (dal 5 al 15 novembre sono stati fatti circa 164mila tweet sul tema da oltre 28mila utenti), l’analisi dei dati su Google Trends evidenzia che la campagna entra nel vivo solo ora.

Il grafico 2 mostra l’andamento della ricerca della parola ‘Referendum’ in Italia nell’ultimo anno. Il picco assoluto si registra nella settimana compresa tra il 17 aprile (giorno del Referendum abrogativo sulle trivelle) ed il 23 aprile. Un secondo picco relativo si rileva nella settimana del 19 e del 25 giugno, periodo in cui si è parlato molto consultazione elettorale relativa alla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea (Brexit).

Grafico 2: Interesse nel tempo (ultimi 12 mesi) rispetto alla parola chiave ‘Referendum’.

Se ci concentriamo sull’ultimo periodo, infine, possiamo osservare che il livello di attenzione sta decisamente crescendo. Ipotizzando che la tendenza sia del tutto analoga a quella del referendum trivelle possiamo concludere che i prossimi giorni saranno decisivi per l’esito della consultazione elettorale con un livello d’attenzione alle stelle, in grado forse di ribaltare le previsioni.

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