Due anni di politica economica del Governo Renzi: meno tasse, ma più deficit.

8 gennaio 2016 - di Twig

Con l’approvazione definitiva della Legge di stabilità 2016 è possibile fare il punto su due anni di politica economica del Governo Renzi, analizzando l’impatto sul 2016 dei principali provvedimenti adottati dall’insediamento dell’esecutivo (febbraio 2014) ad oggi.

Nel complesso, le leggi di stabilità 2015 e 2016 e gli altri principali provvedimenti del biennio 2014-2015 produrranno nel 2016 minori entrate fiscali e contributive per 19,4 miliardi (di cui 17,5 miliardi derivanti dalla Legge di stabilità 2015; 4,4 miliardi da quella del 2016; 2,6 miliardi da altri provvedimenti).

Come si compone questa riduzione delle entrate fiscali?

Da una parte abbiamo assistito a un aumento delle entrate per alcune voci:

  • le maggiori entrate da giochi (3 miliardi) determinate dalle leggi di stabilità 2015 e 2016;
  • l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie (3 miliardi) prevista dal decreto-legge 66/2014
  • le entrate derivanti dalla voluntary disclosure (quantificate in 2 miliardi dalla legge di stabilità 2016).

 

 

Effetti su 2016 (miliardi) Totale Legge di stab. 2015 Legge di stab. 2016 Altri
Entrate (A) -19,4 -17,5 -4,4 2,6
Maggiori entrate da giochi 3,0 1,7 1,3 0,0
Aumento tassaz. rendite finanziarie 3,0 0,0 0,0 3,0
Voluntary disclosure 2,0 0,0 2,0 0,0
Stabilizzazione bonus 80 euro -9,5 -9,5 0,0 0,0
Eliminaz. clausole di salvag. LS 2014 -7,0 -3,7 -3,3 0,0
Sgravi contributivi per assunzioni a t.i. -5,7 -4,9 -0,8 0,0
Deduzione costo del lavoro da  IRAP -5,6 -5,6 0,0 0,0
TASI 1a casa, IMU agricola e imbull. -4,6 0,0 -4,6 0,0
Altro 5,0 4,5 1,0 -0,5
Uscite (B) -1,5 -1,0 -0,4 -0,2
Comuni, province, regioni -5,9 -5,3 -0,8 0,2
Ministeri -4,1 -2,1 -1,1 -0,9
Sanità -3,9 0,2 -1,8 -2,3
Fondi a carattere sociale 3,3 2,2 1,1 0,0
Scuola, università 3,2 3,4 0,1 -0,3
Ammortizzatori sociali 1,8 1,7 0,1 0,0
Altro 4,1 -1,1 2,0 3,1
Totale effetti su indebitamento netto (A-B) -17,9 -16,5 -4,1 2,7

 

 

Dall’altra invece si assiste a una riduzione delle entrate per altre voci, di cui le più importanti sono rappresentate da:

  • la stabilizzazione del bonus Irpef 80 euro (9,5 miliardi), attuata con la legge di stabilità 2015;
  • il superamento delle clausole di salvaguardia ereditate dalla legge di stabilità 2014 (7 miliardi)
  • gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato (5,7 miliardi, derivanti dalla sommatoria dell’esonero contributivo totale triennale deciso con la legge di stabilità 2015 e di quello parziale biennale disposto con la legge di stabilità 2016);
  • la deducibilità dall’imponibile IRAP del costo del lavoro a tempo indeterminato (5,6 miliardi), prevista dalla legge di stabilità 2015;
  • gli sgravi sulla TASI abitazioni principali, IMU terreni agricoli e IMU macchinari imbullonati (4,6 miliardi), disposti dalla legge di stabilità 2016.

La somma fra voci in aumento e voci in diminuzione produce appunto minori entrate per 19,4 miliardi.

Le uscite delle pubbliche amministrazioni nel 2016 saranno invece solo marginalmente inferiori all’andamento tendenziale: -1,5 miliardi.

I tagli di spesa hanno riguardato soprattutto:

  • gli enti territoriali (comuni, province, città metropolitane e regioni): -5,9 miliardi, determinati principalmente dalle misure della legge di stabilità 2015;
  • i ministeri: -4,1 miliardi, metà dei quali decisi con la legge di stabilità 2015;
  • la sanità: -3,9 miliardi, su cui hanno inciso il decreto-legge 78/2015 (che ha trasferito sulla sanità parte della manovra a carico delle regioni prevista dalla legge di stabilità 2015) e la legge di stabilità 2016;

Gli stanziamenti aggiuntivi sono andati principalmente a:

  • i fondi a carattere sociale (fondo nazionale politiche sociali, fondo per le non autosufficienze, ASDI, social card, ecc.), che hanno beneficiato di 3,3 miliardi in più;
  • la scuola e l’università (per le quali sono stati spesi 3,2 miliardi in più, gran parte dei quali stanziati dalla legge di stabilità 2015);
  • gli ammortizzatori sociali (rifinanziati con 1,9 miliardi, essenzialmente con la legge di stabilità 2015).

La risultante di queste scelte (minori entrate e minori uscite) è stato un maggior deficit che nel 2016 ammonterà a 17,9 miliardi.

Al netto delle partite di giro, gran parte del deficit è stato generato dalla Legge di stabilità 2015 (16,5 miliardi), che ha provveduto a coprirlo attivando clausole di salvaguardia per 13,5 miliardi (successivamente eliminate con la Legge di stabilità 2016).

Nell’insieme, l’analisi degli interventi di politica di bilancio nel biennio 2014-2015 evidenzia:

  1. una significativa riduzione della pressione fiscale (minori entrate = 1,16% Pil), derivante in primis dalla stabilizzazione del bonus 80 euro e dagli sgravi Irap. Gran parte degli sgravi fiscali e contributivi sono stati decisi con la Legge di stabilità 2015 (nota bene: le clausole di salvaguardia introdotte e eliminate nel 2014-2015 non sono prese in considerazione e il bonus 80 euro è classificato come minore entrata);
  2. sul lato della spesa, si registra una sostanziale invarianza (minori spese nette = 0,09% Pil). La spending review nelle amministrazioni centrali è stata piuttosto contenuta, mentre buona parte dei tagli di spesa sono stati caricati sugli enti territoriali e sulla sanità;
  3. il deficit (indebitamento netto) nel 2016 sarà più elevato rispetto alle previsioni tendenziali (1,07% Pil in più), fondamentalmente per effetto delle scelte della legge di stabilità 2015. Nell’insieme, la politica economica del governo Renzi nel biennio 2014-2015 è stata “espansiva” rispetto all’andamento tendenziale, segnando una netta discontinuità dopo sei anni di manovre di bilancio fortemente restrittive. Il peggioramento del deficit ha fondamentalmente finanziato una rilevante riduzione della pressione fiscale.

 

Fonti:

Note:

  1. Altri provvedimenti 2014: DL 66/2014, DL 90/2014, DL 91/2014, DL 133/2014
  2. Altri provvedimenti 2015: DL 65/2015, DL 78/2015, DL 83/2015, Legge 107/2015

Nota metodologica:

I dati sono relativi agli effetti sull’indebitamento netto 2016.

Le entrate e le uscite sono nette (=differenza maggiori entrate-minori entrate e maggiori uscite-minori uscite).

Alcune somme potrebbero non corrispondere alla somma dei componenti a causa degli arrotondamenti.

Criterio di riclassificazione dei dati:

  • Non sono state elencate alcune voci che rappresentano delle partite di giro: le due clausole di salvaguardia istituite dalla Legge di stabilità 2015 (maggiore entrata) e eliminate dalla Legge di stabilità 2016 (minore entrata); il Fondo per la riduzione del cuneo fiscale istituito dal DL 66/2014 (maggiore spesa corrente) e utilizzato dalla Legge di stabilità 2015 (minore spesa corrente);
  • il bonus 80 euro è stato classificato come minore entrata (anziché maggiore spesa corrente).
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