Obbligo vaccinale: sentiment e opinioni degli italiani su Twitter

15 giugno 2017 - di Twig

L’obbligo vaccinale è stato, negli ultimi tempi, uno dei “temi caldi” che più hanno animato (e diviso) gli italiani. La discussione ha raggiunto l’apice lo scorso 19 maggio, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge che ha reintrodotto l’obbligatorietà di 12 vaccini.

L’approvazione del decreto è stata accompagnata da reazioni forti da parte del popolo dei social, che si è diviso tra sostenitori della reintroduzione dell’obbligo vaccinale e strenui oppositori.

 

Il dibattito su Twitter, tra favorevoli e contrari

Per comprendere meglio l’effetto del decreto sull’opinione pubblica, Twig ha raccolto tutti i tweet riguardanti la questione inviati a partire dal 1° settembre 2016, per un totale di oltre 400.000 tweet.

Come si può vedere dalla timeline, l’andamento delle conversazioni su Twitter è fortemente condizionato dall’agenda mediatica e politica: i principali “picchi” appaiono infatti in concomitanza della discussa puntata di Report sul vaccino anti-HPV, in seguito alla pubblicazione sul New York Times dell’articolo Populismo, Politica e Morbillo e soprattutto in reazione all’approvazione del decreto-legge sull’obbligo vaccinale.

È proprio quest’ultimo evento scatenare il maggior numero di reazioni su Twitter: dei 400.000 tweet raccolti nell’arco di 9 mesi ben 107.000 sono stati infatti inviati nei 12 giorni successivi all’approvazione del decreto.

Secondo quanto emerso dalle nostre elaborazioni sulla sentiment analysis – uno strumento di web listening che permette di identificare la polarità di un flusso di informazioni – il 54% dei tweet pubblicati dopo l’approvazione del decreto è in qualche misura contrario all’introduzione dell’obbligo vaccinale, a fronte di un 28% di tweet a favore e di un 18% di tweet neutrali.

Le ragioni del sì, le ragioni del no: una questione di fiducia

Con un’analisi testuale dei tweet in oggetto siamo riusciti a isolare le ragioni di chi sostiene o meno il decreto.

Fra chi si espone a favore dell’obbligo vaccinale si trovano riferimenti al valore della «scienza»: i vaccini sono descritti come l’unica soluzione razionale al rischio delle epidemie e si giustifica la necessità dell’obbligo vaccinale quale unica misura in grado di proteggere la salute pubblica dall’individualismo (e pericolosa «ignoranza») dei novax. Per rafforzare il concetto vengono spesso citate le malattie sconfitte grazie ai vaccini («vaiolo» e «poliomielite») e il fatto che gli stessi abbiano di fatto «allungato» la vita. Trova una eco molto forte anche una puntata di Ulisse dedicata all’argomento.

Se chi si dichiara a favore del decreto lo fa principalmente per ragioni scientifiche, le motivazioni dietro l’avversione all’obbligo vaccinale sono molteplici e variegate.

A coloro che si oppongono tout court ai vaccini – a causa di una loro supposta pericolosità e della paura di effetti collaterali permanenti – si affiancano infatti altri gruppi di utenti che, seppur non necessariamente contrari ai vaccini per se, sono invece contrari al contenuto del decreto.

Tra questi ultimi, un primo gruppo di utenti avversa il carattere coercitivo del decreto, che va contro la libertà di scelta di un genitore, ne mette in discussione la patria potestà e nega ai bambini non vaccinati il diritto all’istruzione.

Una seconda motivazione riguarda invece la preoccupazione che 12 vaccini siano troppi e non necessari e l’idea che una misura di questa portata dovrebbe essere accompagnata da pre-test in grado di tener conto delle peculiarità di ogni bambino. Secondo quanto emerso dalle nostre analisi, questo tipo di preoccupazione riguarda soprattutto le mamme: dei 13.000 tweet inviati nel mese di maggio contenenti l’hashtag #noobbligovaccinale, infatti, l’83% è stato inviato da donne e solo il 17% da uomini.

Una terza motivazione è condivisa invece dagli utenti che ritengono che l’introduzione dell’obbligo vaccinale sia un regalo alle case farmaceutiche («Glaxo») dal momento che non esiste un’emergenza epidemia.

La forte opposizione nei confronti dell’introduzione dell’obbligo vaccinale che è nata sul web porta con sé istanze e motivazioni ben diverse che a volte risultano anche contradditorie. Dalle nostre analisi il collante che unisce utenti così diversi è quello della più generale e generalizzata sfiducia nei confronti delle istituzioni, che rischia di trasformare la preoccupazione verso alcuni aspetti del provvedimento in un’opposizione a priori ai vaccini. In un clima di diffidenza che colpisce in prima istanza la classe politica – ritenuta corrotta, incompetente e non qualificata per gestire la materia – vengono infatti coinvolti anche medici e media, rischiando così di far passare in secondo piano la necessità di un approccio scientifico al tema.

Scarica la nostra infografica.

NOTA METODOLOGICA

Fonte: Twitter, 19 – 31 maggio 2017.

Keyword: vaccini O vaccino O #vaccini O #vaccino O #vacciniobbligatori O #noobbligovaccinale O #noobbligotoscana O #giulemanidaibambini O #iostocongava O #libertadiscelta O #iomivaccino O #iovaccino O #vaccinarsi O “obbligo vaccinale”.

Parole e hashtag più ricorrenti sono estratti da un campione di 10.000 opinioni positive e 10.000 opinioni negative.

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