La lotta all’evasione fiscale dei comuni

22 settembre 2016 - di Twig

Solo 559 Comuni italiani, il 7% del totale, sono impegnati nella lotta all’evasione fiscale. Questo dato (non proprio positivo…) è stato comunicato pochi giorni fa dal Ministero dell’Interno.

Dal 2011, anno in cui lo Stato ha dato ai municipi questa possibilità (riconoscendo loro il 100% dei risultati ottenuti), il numero di Comuni che hanno ottenuto un contributo economico grazie alla loro collaborazione con l’Agenzia delle Entrate ha continuato a salire senza però raggiungere quote significative. Si è passati, infatti, dai 335 Comuni beneficiari del 2011 ai 559 del 2015. La mappa sottostante racconta di una situazione a macchia di leopardo, con parecchi buchi e performance ben diverse da comune a comune.

La mappa interattiva: importi recuperati (v.a. anno 2015) – Fonte dati: Ministero dell’interno (settembre 2016)

Cosa possono fare i comuni per contrastare l’evasione? L’amministrazione centrale ha definito un programma di controlli sui tributi statali (Irpef, IVA, Irap, altri tributi). I Comuni hanno la possibilità di confrontare le banche dati dell’Agenzia delle Entrate con i dati comunali, individuando le famiglie che dichiarano redditi bassi e/o anomali rispetto al patrimonio che posseggono (immobili, auto ecc.).

Nel 2015 questo meccanismo ha consentito ai Comuni di recuperare oltre 17,1 milioni di euro. Soldi preziosi per le amministrazioni locali soprattutto in questo periodo di tagli e vincoli di bilancio. Il dato è però in netto calo (-4 milioni) rispetto a quanto rilevato nel 2014, quando la quota complessiva era pari a 21,2 milioni.

Come dicevamo la situazione è eterogenea, ma un dato è evidente: il Nord è molto più attivo rispetto al Sud, con Basilicata, Puglia, Sicilia e Molise a fare da fanalini di coda. Le amministrazioni più virtuose si trovano in Lombardia e in Emilia Romagna, con una quota incentivante pari rispettivamente a 6,4 e 4,5 milioni di euro, hanno assicurato oltre la metà dell’intero incasso recuperato dai Comuni a livello nazionale.

Fra le province, Milano vince su tutte con 3,58 milioni di euro, seguita da Modena (1,35), Torino (1,21), Brescia (1,17) e Bergamo (1,15). Le ultime posizioni invece sono occupate dalle province di Crotone, Bari, Viterbo, Taranto e Cosenza.

Se analizziamo il dettaglio comunale sul podio salgono Milano (con un incasso di oltre 2 milioni di euro), Genova e Torino, seguite da Reggio nell’Emilia, Prato, Modena e Bergamo che incassa circa 473 mila euro.

Una domanda è d’obbligo: a quanto ammonterebbe l’incasso se tutte le amministrazioni locali collaborassero con l’Agenzia delle Entrate?

L’analisi dei dati ci ha consentito di fare due stime basate sul contributo pro capite per contribuente.

Una prima stima cautelativa ci dice che se tutti i comuni operassero come fanno i 559 già impegnati, potrebbero recuperare una somma pari ad oltre 46 milioni di euro, quasi il triplo dei risultati ottenuti nel 2015.

Se invece tutti i comuni si allineassero agli standard medi dei primi 100 comuni italiani, la cifra si impennerebbe a ben 350 milioni di euro. Un dato che dovrebbe fare riflettere molti amministratori locali.

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